
Accolto con favore sin dalla prima rappresentazione nel 1869 al Bol'šoj, il “Don
Quijote”, tratto dall'omonimo romanzo di Miguel de Cervantes, è ormai considerato
un classico del balletto grazie alle versioni allestite da grandi coreografi e
ballerini come Nureyev, Balanchine e Baryshnikov. La versione più celebre ed acclamata
è sicuramente quella di Marius Petipa nella rivisitazione di Alexandr Gorsky,
che è proposta al San Carlo nel nuovo adattamento di Alexei Fadeyechev. Per le
sue produzioni, Gorsky aggiunse nuove danze al balletto originario. In occasione,
per esempio, dell'allestimento del 1903 a San Pietroburgo, furono inserite due
nuove variazioni (la "Variazione di Kitri con il ventaglio" per il Pas de deux
finale del balletto e la "Variazione di Kitri nei panni di Dulcinea" per la scena
del sogno di Don Chisciotte), adesso spesso presenti nelle produzioni contemporanee.
Il “Don Quijote” durò in Russia ben oltre la Rivoluzione del 1917, mentre molti
altri balletti non vennero più rappresentati nel periodo sovietico.
Torna a splendere a Napoli la stella di Svetlana Zakharova, dopo aver condiviso
nel 2004 il palco del San Carlo con Roberto Bolle per “La Bayadère”. Prima ballerina
alla Scala di Milano e al Bol’šoj di Mosca, l'étoile è una delle più quotate interpreti
a livello internazionale. Alla perfezione tecnica, unisce un sorprendente intreccio
di eleganza, delicatezza dei movimenti e intensa partecipazione emotiva, caratteristiche
che la rendono tra le danzatrici più contese dai maggiori teatri mondiali.
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