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I sotteranei segreti di Castel Nuovo (Maschio Angioino) hanno dato origine ad una delle leggende napoletane che hanno accompagnato nei
secoli la storia del castello: "la cella del coccodrillo".
Il Maschio Angioino ha due locali sotterranei adibiti a prigioni: uno si chiamava
la "prigione della congiura dei Baroni", l'altro "fossa del miglio"; quest'ultima, era la più temuta in quanto, una volta condannati a finirvi dentro,
si era destinati a morire senza possibilità di scampo. In realtà non era una cella
vera e propria ma una profonda buca nella quale si veniva gettati attraverso una
botola segreta. I prigionieri ivi rinchiusi scomparivano all'improvviso e fu dunque
predisposta ad un controllo; fu allora che si venne a conoscenza della presenza
di un coccodrillo che, entrando da un'apertura nella parete, azzannava e trascinava
a mare le vittime.
Ricordando che pur sempre di leggenda si tratta, i personaggi che finivano scaraventati
nella spaventosa fossa del coccodrillo, erano, naturalmente, i condannati a morte
che dovevano essere sbrigativamente giustiziati risparmiando inoltre di essere
seppelliti.
Ma, erano destinati anche, e qui incontriamo un’altra leggenda popolare legata
al castello, uomini e giovani, nobili e plebei, che prima la regina Giovanna d’Angiò
e poi la regina Giovanna di Durazzo sceglievano come amanti.
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