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Ospedale delle Bambole

Proprio come un vero ospedale, c’è chi aspetta il proprio turno! Oltrepassando il confine, nel retro del negozio, si arriva nella sala operatoria: una vecchia macchina per cucire e tutti i ferri del mestiere, forbici, uncini, aghi e spaghi vari. Ma i pazienti non sono umani, ma bambole e orsacchiotti di pezza e di plastica di tutti i generi e di tutte le età. Stiamo parlando dell’Ospedale delle Bambole che si trova nel cuore di Napoli dal 1800.

Non è un museo, nonostante a visitarlo si trovino piccole damine ben vestite, bambolotti, bambole di porcellana, di panno, di celluloide, di carta pesta e altri giocattoli antichi. Del resto non è neppure un negozio di antiquariato, perché troppo ricco di vita!

L ’Ospedale delle Bambole di Napoli, è un luogo particolarmente denso di memoria dove, ancora oggi, esperti artigiani, si prendono cura delle bambole "malate".
L’Ospedale non ha l’aria della bottega antiquaria: è invece un coloratissimo negozio di giocattoli. Qui le bambole o gli orsacchiotti tornano a vivere! Un vero e proprio angolo a sé nella caotica e sempre suggestiva via di S. Biagio dei Librai.

Qui sembra che il tempo, ma soprattutto il progresso tecnologico non abbia minimamente inalterato il lavoro che è rimasto fedele nello spirito e nella tecnica al modello arcaico conservando la tecnica ma soprattutto la passione che da sempre accompagna gli artigiani di questa famiglia che generazione dopo generazione si sono susseguiti.

La sua storia sarà cominciata probabilmente con una balia maldestra a cui a fine Ottocento è scappata di mano una bambola. La donna con molta probabilità sarà passata in Via San Biagio dei Librai e si sarà fermata davanti alla bottega di Luigi Grasso, uno scenografo teatrale intento a realizzare l’allestimento del successivo spettacolo. Avrà visto l’artigiano concentrato a sistemare i dettagli delle sue scenografie speciali: marionette, burattini, pupazzi rivestiti o aggiustati, quando finivano ammaccati da qualche attore imbranato. La nostra balia avrà pensato allora di poter evitare una ramanzina, visto che le bambole sono molto simili ai pupi.

 Da allora il lavoro del piccolo ospedale non si è mai fermato, ha superato le generazioni, riparandone i giochi d’infanzia. Il maestro Grassofiniva infatti con il trovarsi in bottega pezzi di ricambi, bambole di ogni tipo e specie prodotte al mondo. Arrivavano al suo laboratorio richieste da tutta Europa: adulti legati a ricordi dell’infanzia, ma anche collezionisti alla ricerca di un affidabile artigiano.

Passeggiare per la piccolissima bottega al civico 81 non è il viaggio di un’introspezione nostalgica ma una piacevole promenade attraverso un arte  originale. Lontana dall’idea diffusa della casa di bambola (museo didattico e storico), questa piccola bottega è piuttosto un caotico piccolo ristoro, uno spazio dove si presta soccorso ai giocattoli, dove si può restare a guardare i medici all’opera. I pezzi raccolti sono stati messi insieme nel tempo, piccole adozioni dove prevalgono certamente i personaggi del teatro, antico amore di don Luigi, ma anche pastori del presepe settecentesco napoletano e Pulcinella in tutti i materiali possibili. Il piccolo Dolls Hospital è un laboratorio aperto tutto l’anno, dove Luigi, nipote del fondatore, e Tiziana, la figlia, riparano braccia e gambe rotte delle bambole di tutto il mondo, ne rinnovano gli abiti, ne oliano gli ingranaggi.




Dove: Via San Biagio dei Librai, 81 | Napoli
T. 081 203067 | Cell. 339 5872274

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